Al di là dei tecnicismi e delle certezze che non ci sono, dal 1° luglio, entrano in vigore le detrazioni fiscali previste dal nuovo Decreto Rilancio ed è possibile effettuare la spese dei lavori previsti dal testo ancora sotto molti aspetti molto incerto e fumoso.  

Fra emendamenti che arrivano di notte discussi non si sa quando ma anche solo per il fatto che il decreto di approvazione finale ancora non c'è  (nessuno nomini poi le linee guide le quali saranno la ciliegina sulla torta ed il cui contenuto metterà tutti in riga), per la gente comune intesa come i non addetti ai lavori, che è la fetta più importante del mercato, sembra sia partito il periodo in cui si possono fare i lavori gratis, o forse no.

E così quella facciata mai toccata da quaranta e passa anni, che nel frattempo è stata addobbata con leggiadria da reti sotto i balconi e nei frontalini per non far cadere pezzi di copriferro di qualche chilo sopra i passanti sul marciapiede, finalmente vedrà lustro, e tornerà a splendere come alle origini (anche se in assemblea di condominio non si è mai raggiunta la maggioranza per sostituire il citofono, passando dall'elettronica al fischio!).

Scherzi (o verità) a parte, siamo di fatto alla ricerca assennata di informazioni definitive sui nuovi superbonus 110% previsti dal D.L. n. 34/2020 (c.d. Decreto Rilancio) per le spese sostenute dal 1 luglio 2020 al 31 dicembre 2021 per interventi di efficientamento energetico (Ecobonus), riduzione del rischio sismico (Sisma Bonus) e per l'installazione di impianti solari fotovoltaici connessi alla rete elettrica (Bonus Fotovoltaico). Ma non solo, se è vero che anche per le ristrutturazioni e facciate si potrà optare per cessione o sconto in fattura.

Le domande sono tante, le risposte poche, ma si profila all'orizzonte un’ipotesi di pensiero, che poi non sarebbe tanto sbagliata, ovvero che il concetto tanto amato dai contribuenti di non dover neanche mettere mani al portafogli, forse non può funzionare del tutto, o forse non può funzionare per tutti.

Nelle grandi operazioni, come nelle piccole, vi è una importante fase di preparazione tecnica e documentale che quanto meno ha bisogno di tecnici sul campo, ha bisogno di anticipazioni, e deve trovare delle professionalità sul territorio, per innescare questo meccanismo e non farsi trovare impreparati.

Ma lo stesso dicasi per i lavori, quanto meno nella fase iniziale, dove tutto è sulle spalle di chi deve anticipare lavoro e materiali.

Si fa fatica a pensare che i grossi gruppi con la loro formula "all inclusive", e con la convincente forma del general contractor potranno soddisfare subito tutti e bene tanto che già lanciano grida di allarme rendendosi disponibili a collaborazioni con imprese e professionisti  attraverso facili slogan come " vuoi lavorare con noi?" o "vuoi far parte del nostro team?" che in realtà celano richieste di aiuto con nuovi partner.

Insomma, questa partenza spaventa, per le incertezze normative e le lungaggini che stiamo vivendo, ma anche per come materialmente si svolgerà il tutto. Fare il cappotto su un immobile esistente, con rifasci delle finestre inadeguati, con tubi passanti, pluviali appiccicati, verande, condizionatori, tettoie che sporgono, caldaie a parete, è un lavoro delicato. Si farà, certo che si farà, tanto è gratis, che importa se il computo non le prevede, o se qualcuno le ha dimenticate.

Quel cappotto fatto di tanti centimetri alla fine ci sarà, e tutti saranno felici e contenti. Ma i contanti? Da dove arrivano? E quando soprattutto? E a quale costo questa liquidità sarà immessa?

In sintesi, i superbonus sono già operativi considerato che il Decreto Rilancio è un provvedimento d'urgenza in vigore dalla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e i cui effetti durano fino alla pubblicazione della legge di conversione. E pertanto per spese sostenute a partire dal 1° luglio 2020 per gli interventi previsti dall'art. 119 del Decreto Rilancio, possono già godere della detrazione fiscale al 110% da ripartire in 5 quote annuali di pari importo.

Ben diverso quindi è il discorso della parola "gratis", felicemente appesa alle dinamiche di cessione del credito e sconto in fattura per i quali il Governo fa le sue nottate per spiegare come tutto si potrà fare.

Manca ancora certamente un provvedimento dell'Agenzia delle Entrate per la comunicazione (per via telematica) dei dati relativi all'opzione scelta; manca per l'Ecobonus 110%, un decreto del Ministero dello Sviluppo Economico per la trasmissione dell'asseverazione dei requisiti richiesti e le relative modalità attuative; manca ancora di capire se ci sono le seconde case, gli alberghi, e chissà cosa entrerà e cosa uscirà.

Per non parlare dei tetti di spesa che potrebbero ridimensionare e di molto il grande, troppo, entusiasmo con cui abbiamo vissuto questo post Covid immaginando tutte le facciate belle nuove e dalle alte prestazioni. L’interno lasciamolo stare, resterà vintage che è di moda, basta che fuori funzioni, per l'interno poi si vedrà!

E chissà che nel tempo qualche legislatore non aguzzerà l'ingegno pensando che il comfort ed il benessere passano non solo attraverso le dinamiche ambientali, e che esiste una qualità della vita anche negli ambienti interni e che merita una certa attenzione.

Ci risentiamo quando tutto sarà definitivo, il che non vuol dire che sarà chiaro, ma accettiamo la sfida e promettiamo di lavorarci per farla diventare una reale opportunità per tutti facendo prevalere la buona volontà e mettendo da parte lo scetticismo di questa partenza con il semaforo arancione.

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