Il superbonus al 110% sulle ristrutturazioni edilizie diventerà strutturale.

L'annuncio arriva dal ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli. Intendimento analogo per tutto il pacchetto per l'innovazione e il trasferimento tecnologico e la decontribuzione per il lavoro dipendente. Inoltre, si ragiona su un'estensione di questa misura ai dipendenti delle aziende del Nord, e su uno sconto fiscale sugli utili reinvestiti. Per le coperture sarà usato in parte il Recovery Fund, spiega il ministro.

Una proroga dei termini del super bonus al 110% o addirittura una sua trasformazione in misura strutturale era quanto auspicavano non solo la platea di committenti interessati alla realizzazione di ristrutturazioni, ma la filiera delle imprese. Senza un ampliamento dei termini, infatti, il rischio che non tutti le commesse possano essere evase o che molti degli interventi avviati non finiscano entro la scadenza del 31 dicembre 2021 è più che concreto.

I provvedimenti «verranno finanziati in parte con il Recovery Fund europeo», aggiunge il ministro intervistato da La Stampa. I primi fondi potrebbero arrivare già entro quest'anno ed entro la primavera del 2021 «potremo avere il dieci per cento dei progetti finanziati. Il resto nella seconda parte dell'anno o nel 2022». Patuanelli non ritiene invece che i fondi del Mes «siano lo strumento più adatto per noi. Vedremo come evolverà la situazione».

Per investire le risorse, il suo ministero ha individuato tre filoni: transizione digitale e ambientale, rafforzamento del sistema produttivo.

Da un lato «vogliamo sostenere chi vuol fare investimenti e riportare produzioni delocalizzate, il cosiddetto reshoring. Dall'altra consentire un miglior accesso al credito aiutando la ricapitalizzazione delle imprese».

Della società unica delle reti a maggioranza Tim «discuteremo con Bruxelles. Il progetto è una società che non si occupi solo di fibra, ma anche di 5G, cloud, i cosiddetti server di prossimità. E sarà aperta a tutti. Telecom si è riservata di tenere il 50,1 per cento, ma non è detto che ciò alla fine avvenga». Comunque la gestione della società «sarà a trazione pubblica e la missione di essere neutrale». Il sì al referendum «passerà, e comunque andranno le elezioni non ci saranno conseguenze sul governo». Rispetto alle divisioni dei Cinquestelle, il ministro non vede «rischi di scissioni, semmai un problema di dialogo fra governo e gruppi della maggioranza».

Fonte: ilSole24ore

Categorie:
SUPERBONUS110