(Tar Campania, Sez. II^ sentenza n. 2701/2016).

Anche in questo caso a tenere banco è una recente sentenza del Tribunale amministrativo campano, che si pone in evidenza per aver stigmatizzato (così testualmente si legge nella motivazione) il comportamento dell’Amministrazione, inerte per un lungo lasso di tempo prima di intervenire col provvedimento diretto alla eliminazione di un abuso edilizio piuttosto risalente ed oggetto di domanda di condono ai sensi legge 47/85; così facendo ponendosi in conflitto con l’affidamento ai fini della conservazione dell’opera, ingenerato in capo al privato, ed in assenza di una motivazione che ne individui lo specifico interesse pubblico all’eliminazione della stessa, non più soltanto ravvisabile nel ripristino della legittimità violata.

Sembra dunque individuarsi una corrente binaria della giurisprudenza, a fasi alterne, per cui si passa dalla (necessità della) rigorosa osservanza delle norme alla più permissiva, in definitiva, ammissione che il decorso del tempo può anche consentire la conservazione dell’abuso, fermo restando in ogni caso il sindacato giurisdizionale nei casi di manifesta irragionevolezza o illogicità. In detta prospettiva non è del tutto chiaro se l’inerzia dell’Amministrazione che conta sia soltanto quella consapevole, come sembrerebbe evincersi in alcuni passi della motivazione della sentenza, oppure in definitiva assuma rilevanza in modo esclusivo soltanto il dato temporale.

Quel che ci si deve domandare infine è come verrà assorbito l’abuso dall’ordinamento, perché sebbene non demolito, ma nondimeno fatto oggetto di un provvedimento che ne disponeva l’eliminazione, pertanto l’abuso non sarà suscettibile né di sanatoria né di sanzione pecuniaria, non è previsto come debba essere trattato, atteso che in simile orientamento, che la sentenza in commento considera “intermedio”, nulla vien detto al riguardo.

Che l’Amministrazione possa regolarlo attraverso gli altri strumenti sanzionatori non è strada agevole da percorrere, mentre l’autore dell’abuso l’avrà sì fatto salvo e non demolirà, ma come del vaso di Pandora nessuno ne vorrà sapere.

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Urbanistica